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Full text of "Riflessioni sopra un articolo della Presse riguardante il contegno dell’Austria verso la S. Sede."

\'^ ^ 






!iO|ira un articolo tlella PrcNiiìej rlgimr- 
tlaiitc^ il eoiiteii^iio tleir Aiii^itria verso 

la M. bielle* 



ARTICOLO 

Vienne 2 Aoùt. 

.... Vous avez trop de jugenient pour croire 
que la cour de Vienne joue aupròs du souverain- 
pontife une róle indigne et abt^urde. II arrive à 
Pie IX ce qui arrive à tous les souverains gui- 
dés par un bon coeur et un bon esprit, appel- 
lés à régner sur des peuples à imagination vive, 
et le pape se faìt aimer-sans se lirer pour cela 
d'embarras. Vous savez ce que c'est que son 
administration^ ce qu'ont fait ses prédécesseurs 
et où en sont ses flnances. S' il peut régénérer, 
rétablir tout sans secousses et sans révolutions , 
il rendra à la papauté et à T Italie entiére le 
plus grand des services et sera le plus heureux 
des princes. Mais, de benne foi, pensez-vous 
que si Pie IX était seul , sans appui materici de 
la part des puissances , sans argent, et sans trou- 
pes par conséquent, il pùt venir à bout de la 
moindre réforme? Pensez-vous quMl ne serait 
pas victime de sa propre bonté , de ses propres 
vertus? Pour réformer, il faut étre fort, ou Ton 
est le jouet des événemens et des passions pò- 
pulaires; et il faut bien prendre la force oìi il 
y en a, quand on n'en a point par soi-méme 



RIFLESSIOIKI 



i5i legge nella Presse ( martedì 17. Agosto ) un arti- 
colo in data di Vienna delli 2. Agosto, nel quale, dopo 
una abbastanza viva^ polemica sullo stato di oscillazione 
religiosa e politica de'dominji austriaci in Polonia^ si bal- 
za con un passaggio assai rapido ad altra polemica sul 
contegno dell' Austria verso la S. Sede , ne' seguenti sensi 
che fedelmente traduciamo. • 

» Voi avete troppo discernimento per credere che la 
» Corte di Vienna faccia presso il Sommo Pontefice una 
» parte indegna ed assurda. Accade a PIO IX. quello che 
» accade a qualunque principe mosso da retta intenzione , 
» chiamato a reggere popoli di vivace immaginativa. E il 
» Papa si fa amare; senza che per questo si tragga fuori 
» d' impaccio. Voi sapete che cosa sia la sua amministra- 
» zione, che cosa abbian fatto i suoi predecessori, ed in 
» che consistano le sue finanze. 

» Se egli può consolidare il suo regno senza scosse e 
» senza rivoluzioni, egli renderà il più gran servigio ai 
» papato, e a tutta l'Italia, e sarà il più fortunato de' 
» principi. Ma , in buona fede , pensate voi che se PIO IX. 
» rimane solo, senza appoggio materiale per parte delle 
» potenze, senza danaro, e per ciò stesso senza soldati, 
» pensate voi che egli possa venire a capo della più lieve 
» riforma ? Pensate voi che egli non rimarrà vittima della 
» propria bontà, e delle proprie virtù? Per riformare bi- 
» sogna esser forte , altrimenti si divien gioco delle vicen- 
» de politiche, e delle popolari passioni. Quando non se 



» ne ha della propria 5 bisog na ben prender la forza dove 
» si trova. » 

Non può negarsi che queste parole feconde di alte 
considerazioni, sieno altresì piene di quel timore, che 
dalle reali sciagure assai facilmente trapassa alle imagina- 
te. Ma questo timore noi di buon grado Io condoniamo 
all' animo dello scrittore turbato dall' apprensiva di veri 
mali gravissimi quali sono appunto le religiose scissure 
che straziano la Prussia , e pongono in oscillazione altresì 
la politica di un paese soggetto a dominazioni che, ap- 
punto perchè straniere , non ponno tutte accordarsi in un 
solo tenore di regime , quale si converrebbe ad un popolo 
che per naturali condizioni fu e sarà uno. Ma sopra noi 
che siamo nostri ci permettiamo quelle considerazioni che 
la coscienza del nostro essere civile, e politico ci sugge- 
risce. E tanto più tranquillamente possiamo rispondere noi 
che non abbiamo accusato l'Austria di tratti indegni ed 
assurdi ( une role indigne et absurde ) verso il Pontefice. 

E prima domanderemo — che cosa accadrà ad un 
principe mosso da retta intenzione chiamato a reggere un 
popolo di vivace immaginativa? Accadrà quello che la sua 
rettitudine saprà ottenere da un popolo capace di molto 
sentire , e di molto operare. Intanto la prima cosa che 
accadde fu il farsi amare. E ci è ben caro che l'Austria 
vegga e confessi quello che sente e proclama l' intera Eu- 
ropa : ( le Pape se fit aimer ) 3 ma non sapremmo sulla 
parola presuaderci che ciò non debba valergli a trarsi d' 
impaccio ( sans se tirer pour cela d'embarras ). Se, come 
dicesi, è sì notorio lo stato di sua amministrazione, se 
tutti sanno che cosa fecero i suoi predecessori, se tutti 
sanno che siano le sue finanze , lo sa pure PIO IX ; lo sa , 
e non l'impara oggi dal trono, ma lo sapeva, ma lo ap- 
prese colla mente libera, e col riposato animo dell' uom 
privato 5 lo sa , e ne meditava i ripari , già prima d' ima- 
ginar probabile la circostanza di dover condurli ad efìPetto. 
Lo sa 3 e se abbia solennemente autenticato il volere di 
porvi l'opera, par che lo dica la pagina che ha reso in- 
dimenticabile il 16 Luglio. Non tutto in un attimo; ma 
un conscienzioso principio francheggia il fine. E troppo 
grande, è troppo sacra l'impresa, perchè non debba spe- 
rarsi lena e coraggio da quegli scontri medesimi donde 
sarebbe a temere scoraggiamento. 



4 

Rigenerare, riedificare senza scosse (sans secousses) e 
senza rivoluzioni sarebbe, dicono, un rendere il più gran 
servigio al papato, e allenterà Italia. Senza rivoluzioni? 
Ma non ne ebbe dunque abbastanza? Non porta ancora 
dolorose le cicatrici di tante piaghe? Non è ornai tempo 
che questo paese respiri , e che il Papato risorga in faccia 
del mondo! Or quale ostacolo a tanto? L'essere, dicono, 
l'essere il Pontefice solo. Ed esser solo vuol dire, secon- 
do essi, trovarsi senza l'appoggio materiale delle potenze 
(sans appui materie! de la parte des puissances). Ponghia- 
mo dunque che non fosse solo 5 ponghiamo che disfran- 
cato della fidanza e dell'amore de' suoi, posto a cimen- 
to con tutte le reazioni intestine avesse invece pronti i 
sostegni.... che cosa potrebbe così presentandosi come di 
peso portato a braccia non sue , con tutta 1' odiosità d' una 
reazione Si possono ben fare dei martiri, o dei col- 
pevoli, ma non dei felici' Forza per forza talvolta si può 
respingere ; è vero. E quando un' estranea violenza ten- 
tasse rapire al Pontefice quel retaggio che la ragione di 
stato gli giustifica, il diritto delle genti gli conferma, il 
voto de' monarchi gli guarentisce, stenda pure dignito- 
samente la mano a quelle difese che la pacifica sua con- 
dizione non gli consente. Questo è da Padre ; di questo 
gli saprebber grado i sudditi figli. Ma verso i figli non è 
mano più poderosa che la paterna, la quale come ca- 
' rezzo può percuotere, senza consegnarli alle battiture del- 
lo sgherro per castigarli. 

Or pongon dubbio se PIO IX senz' oro, e senza soldati 
potrà compire la minima delle riforme (la moindre refor- 
me ). Dubitate pure, se possa conseguire la minima chi 
ha già ottenuto la massima! E in vero, se la maggiore 
difficoltà alle riforme politiche, si è il guadagnar tempo 
tranquillo per ordinarle, PIO IX , giova pure ripeterlo , ha 
già conseguita la massima delle riforme , la radice di tutte 
le altre guadagnando nella confidenza de' sudditi la pa- 
zienza d' un moderato aspettare. Ora gli animi tutti com- 
presi da un solo affetto , rivolti ad un segno unico di spe- 
ranza, sono apparecchiati a gradire quello che di là si 
promette, ora son presti a plaudire a quanto veggono 
utile, a interpretare in buon senso quello che veggono 
dubbio, a rassegnarsi a quanto sembrasse loro gravoso. 
Troppo ci siamo omai pronunziati, abbiamo promesso in 



faccia all'Europa, abbiamo impegnata la nostra parola 
d'onore, ci siamo da noi medesimi obbligati ad esempio 
di sudditi e di %liuoli verso colui che abbiamo sì solen- 
nemente esaltato Principe, e Padre. 

E queste voci solenni, se sieno sfoghi d'un passagge- 
ro entusiasmo, o protestazioni d'un sentimento profondo 
e stabile a prova d'ogni vicenda, chiedetelo a questo 
cielo , che oggi dopo ben due mesi di giubilo irreprimi- 
bile, in faccia alle ripetute, per verità dignitose, rimo- 
stranze de' magistrati, echeggia ancora di grida che sem- 
brano sempre lo sfogo del primo istante. Chiedetelo, e 
risaprete se sia debole, se sia solo, chi ha per sé la pub- 
blica fede, la stima de' monarchi, la venerazione de' po- 
poli, il voto del Mondo. 

Che se una breve mano di gente, o timida, o illusa, 
o ( non fosse vero ! ) maligna , insinua diffidenze nei de- 
boli, o tenta trasfondere ne' male disposti quella perver- 
sa intenzione che li divora, non giugneranno l'intento! 
Pili forte de' loro timori è 1' universale speranza 3 piii gran- 
de della loro malizia è la virtù di PIO IX , che colle be- 
nefiche sue influenze migliora i sudditi trattandoli da fi- 
gliuoli. 

E però noi esortiamo, per quanto è di più sacro , que- 
sti sconsigliati, noi li esortiamo a riflettere sulla vanità 
de' loro sogni tenebrosi 5 a riconsigliarsi, a ricredersi di- 
gnitosamente. E se li affanna il pensiero d' alcun cessato 
vantaggio, pensino che mala via terrebbero a ricuperarlo ! 
Ripensino che all' incontrario, colla presente moderazione 
rendendo essi alla cosa pubblica, ai loro fratelli, al loro 
Padre ( se tale non lo rifiutano ) il massimo ajuto col ces- 
sare il massimo male quale si è il porre ostacolo al bene 
massimo, verranno essi medesimi, benemeriti della pubbli- 
ca pace, unica via della sperata salute, verranno essi me- 
desimi a parte di quella sovrana generosità che i palesi 
nemici abbracciò. Non vogliano ora in opposito senso, più 
iniquo, pigliare il luogo dei turbatori dell'ordine, non 
vogliano essi sotto colore di privato o pubblico zelo , ri- 
cominciare, quello che altri hanno per sempre finito! Il 
vero zelo ha fondamento nel senno, nella lealtà, nell'in- 
tenzione dell'ordine e della pace. Non ingannino spaven- 
tando chi regge j non provochino risentimenti che turbi- 
no la compostezza degli animi speranzosi! La speranza 



6 

turbata può degenerare in furore 5 sdegnandosi gli uomini 
più facilmente alla privazione del bene , che al mondo è 
sì raro , che non all' accrescimento del male a cui troppo 
sono assuefatti. Non suscitino reazioni che , comunque 
giuste 5 pur giustamente sarebbero condannate! Non strin- 
gano a farsi men degni della sovrana benevolenza coloro 
tutti, che in esultazioni di gratitudine fecero prova finora 
a mostrarsene degni. 

Fra i quali, ciò nullameno , dobbiam confessare talu- 
no, a cui vorremmo raccomandata maggiore generosità - 
Che non si esca ad improperii che visibilmente palesino 
di disperare per sempre della buona fede di chi occupa 
distinto luogo. Ciò che è eccessivo, ed improvido diviene 
ingiusto. E quanto facili ci porgeremmo a soffrire che 
per iscritti ,( d' altronde impetuosi ed ardenti) s' inspiri la 
moderazione negli animi aiutandoli alla speranza, ci «an- 
no altrettanto male quelle invettive feroci, che ai magi- 
strati scemando la stima pubblica , disviano le menti e gli 
animi dal centro comune, e rendono invisi quegli atti che 
da legittima autorità emanati, si vogliono e fedelmente 
rispettare e dignitosamente soffrire. Pensiamo che gli uo- 
mini non sono infallibili! Pensiamo che se l'obbedire è 
diffìcile, non è forse meno difficile il comandare! 

Del rimanente , che per riformare , bisogni essere forte 
(pour reformer, il faut étre forte), chi potrebbe disdirlo? 
Sì 5 forte, ma di quella forza che amplifica regge mantie- 
ne : di quella forza che in guerra trasfonde a trentacinque 
mila soldati coraggio ed impeto da sbaragliar quattro e- 
serciti, ciascuno maggiore 3 di quella forza che in pace, 
fra le desolazioni dell' anarchìa , e dell' ateismo fa risorger 
gli altari, e fabbrica a norma de' popoli un codice eter- 
no; dico la forza morale. 

Che se pertanto agli interni provvedimenti la forza 
materiale torna importuna, se vera propria unica efficacis- 
sima è la morale , ci fa stupore come si chiegga se PIO IX. 
sia forte. E a chi lo chiede , noi di rincontro chiediamo - 
d' onde ebbe egli sì risoluto presagio , che PIO IX sarà 
per cadere vittima della propria rettitudine , e delle pro- 
prie virtù? (pensez-vous ch'il ne sera pas victime de sa 
propre bontè, et de ses propres vertues?) Deh! sperda 
Iddio quel presagio ! Ma intanto , non sarebbe già perciò 
stesso raccomandata ai secoli la gloria di PIO? non vive- 



rehbe ep,li eterno ne' cuori delle generazioni avvenire? E 
chi farebbe mai a se stesso 1' insulto di dubitare , che sì 
magnanimo Principe non volesse colla costanza d' un cuor 
paterno anche a tal prezzo perpetuarsela questa gloria, 
piuttostochè troncarla sul nascere, e a vani timori tre- 
mando rappicciolirsi, smentendo un nome che suona si 
caro al mondo? 

Ma per altra via questa gloria consolidata domandano 
i popoli di PIO IX. La vogliono nella prosperità e nello 
incremento del santo impero, la Vogliono nella propria loro 
felicità — No , che PIO IX. non sarà gioco delle umane vi- 
cende! (le jouet des evenemens) Non può non debbe per- 
metterlo quella Provvidenza che fra tante contese di parti , 
fra tante tempeste di animi, l'ebbe in trenf ore collocato 
sul trono di Pietro ! No non sarà gioco delle popolari pas- 
sioni ! I popoli non volgeranno a ritroso; non si ritoglie- 
ranno quello che liberamente retribuirono a chi li salva ! 
tradirebbero le loro speranze che sono immedesimate colla 
gloria di PIO IX. nell'aspettazione di un avvenire! I popoli 
hanno solennemente protestato di venerarlo; hanno giurato 
di sostenerlo. Il giuramento di popoli felicitati non può 
fallire ! 

PIO IX. è solo (1)? Ma chi lo domanda non ha veduto 
in Bologna per ben due volte in tre giorni un quaranta 
mila d' ogni stato dal fango plebeo infino al fiore patrizio 
insieme a folla, indistinti nell'entusiasmo d'un giubilo, 
che non ebbe esempio che un poco lo simigliasse , dacché 
l'afflitto Pio VII. reduce dall'indegno esiglio col suo pas- 
saggio annunziava la Religione Salvata , e che non si ripe- 
terà fino a tanto che PIO IX. colla sua presenza, di questo 
paese non faccia un che di simile al Paradiso! Chi lo do- 
manda non ha veduto (il 23. Agosto) in Ravenna un pu- 
gno di giovanetti, fra cui non pochi fanciulli d'un sedici 
anni , lungo la pubblica via tenere da soli ad ordine la 
folta di tutto il popolo della città giubilante , non d' altro 
armati che di minute asticelle con breve drappo a bandiera 
di PIO IX. 



(1) L' articolo della Presse si mostra come risposta ad una accusa 
fatta all' Austria sul suo contegno verso la S. Sede. 



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Ma questi fatti noi li abbiamo veduti; ma li vide Ri- 
mino, Ferrara, Ancona, Sinigallia (1), e fra tutte in gara 
r altre città Pontificie , 11 vide Roma , la generosa Roma 
che parve maggiore di se stessa , facendosi interprete spon- 
tanea della riconoscenza delle provincie, e suggellando una 
fratellanza desiderabile auspicio d'immensi bem*. 

A chi pertanto dimanda - PIO IX. è solo? PIO IX. è 
debole? - possiamo noi conscienziosamente rispondere, che 
ha compagni i desiderii, le speranze, i voti de' popoli che 
per lui fiduciosamente sforzano il cielo ; eh' egli ha per 
auspicii l'editto sedici Luglio, che ha le sue franchigie, e 
le sue difese nella coscienza delle proprie intenzioni , nella 
riverenza del mondo, nel cuore de' figli. 



_^5r 




(1) Ecco un piccolo brano dell' articolo che riferisce le feste Simgal- 
liesì, — nel foglio il Raccoglitore al N. 31. in data 24. Agosto 1846. 

— Come venne la sera, la Città e Borghi, dal pih ricco Palagio sino 
al pili povero abituro, tutto era illuminato; e vi fu tale che abbattendosi 
ad un poverello sentì eh' egli diceva alla sua famigliuola , —creature mie , 
questa sera faremo a meno di mangiare , per comprare invece colla limo- 
sina d'oggi una candela per illuminare la porta della nostra casuccia. — 
Scene consimili a questa si sono ripetute nelle altre città dello Stato.